Mondo Donna

Endometriosi

L’ endometriosi è una patologia le cui cause risultano a tutt’oggi ancora sconosciute, ma che ha molte teorie e tutte accettate dalla professione medica. Tutto ciò rende difficile trovare una cura specifica e risolutiva, per questo motivo i migliori risultati si ottengono agendo su ciò che portano l’endometriosi a crescere e cercando di controllarne i sintomi. Lo scopo è quindi quello di raggiungere uno stato di salute “ottimale” attraverso un approccio multifattoriale che lavora sulle varie cause scatenanti l’endometriosi che includono gli squilibri ormonali, lo stress e la carenza nutrizionale.

Seguire un’alimentazione bilanciata a livello “ormonale”
Mantenere i livelli di estrogeno bassi e stimolare la produzione delle “SHGB” ovvero una classe di proteine, prodotte principalmente dal fegato, che il nostro corpo usa per tener sotto controllo la quantità di ormoni estrogeni e testosterone che circolano nel nostro corpo.

Mantenere un peso salutare.
Gli estrogeni vengono immagazzinati nel nostro grasso (tessuto adiposo) perciò un suo aumento significa un aumento di estrogeni conservati al suo interno. Inoltre, il tessuto adiposo è noto anche come organo endocrino che produce una serie di ormoni.

Evitare gli Xenobiotici (Interferenti Endocrini)
Gli xenobiotici sono un eterogeneo gruppo di sostanze caratterizzate dal potenziale di interferire con il funzionamento del sistema endocrino attraverso svariati meccanismi. Inoltre, è stato riconosciuto che il bersaglio biologico più sensibile è la salute riproduttiva. Per xenobiotici s’intendono contaminanti ambientali, prodotti chimici industriali, pesticidi, inquinanti, parabeni dei prodotti cosmetici, Bisfenoli, Ftalati, Diossine, metalli pesanti etc….

Migliorare la funzionalità epatica.
Una delle principali attività del fegato è la disintossicazione dell’organismo da tossine, scorie, altri elementi nocivi ed ormoni. Attraverso la scelta di particolari cibi ad esempio ricchi in vitamine B, Vitamina C e la riduzione di alimenti che lo affaticano quali l’alcool si può disintossicare e rivitalizzare il fegato promuovendo così l’eliminazione di tossine ed ormoni.

Sostenere il sistema immunitario.
Uno stato di fragilità del sistema immunitario sembra coinvolto nella patogenesi dell’endometriosi. Poiché il nostro sistema immunitario regna a livello intestinale, salvaguardare il sano funzionamento dell’intestino rafforza direttamente il sistema immunitario. Risulta quindi importante assicurarsi di non avere particolari intolleranze alimentari e ridurre l’assunzione di quelle categorie di alimenti che peggiorano funzionalità intestinale.

Ridurre i livelli di stress.
Lo stress influisce sulla secrezione di vari ormoni e se la situazione di stress persiste nel tempo allora si possono avere ricadute sulla funzionalità del sistema riproduttivo e del sistema immunitario. Assicurare un’alimentazione basata sull’equilibrio glicemico è la maniera migliore per ridurre gli effetti negativi dello stress così come cercare tecniche di rilassamento.

Ovaio Policistico

Come nutrizionista specializzata in Endometriosi e disturbi femminili, incontro sempre piu’ donne che soffrono di Ovaio Policistico.
La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è un disordine endocrino-metabolico che interessa il 5-10% della popolazione femminile in età riproduttiva.

Le caratteristiche della PCOS possono essere sintetizzate in:

  1. Aumentata secrezione di androgeni da parte dell’ovaio e del surrene;
  2. Segni e sintomi indotti dall’iperandrogenismo (acne, irsutismo, alopecia, anovulatorietà, irregolarità mestruali);
  3. Aumentata resistenza all’insulina in un’alta percentuale di casi.

Sovrappeso/obesità ed insulino-resistenza sono strettamente correlati. L’insulina circolante favorisce così l’accumulo di grassi negli adipociti e l’aumento ponderale, inducendo un circolo vizioso autoalimentantesi. Fortunatamente ci sono alcuni accorgimenti che si possono attuare per rompere questo circolo, prevenire o trattare l’obesità e favorire così la ripresa dei fisiologici cicli ovulatori e la fertilità. La strategia alimentare migliore è quella di una dieta a basso carico glicemico, volta a creare quelle condizioni e quegli stimoli metabolici che frenino l’immissione di zuccheri e di insulina nel sangue.

In casi di eccesso ponderale è ampiamente riconosciuto che la perdita di peso porti ad un netto miglioramento della PCOS e di tutte le manifestazioni correlate: irsutismo e androgenismo, insulino-resistenza, infertilità, amenorrea o oligomenorrea. Già perdendo il 4-5% del peso si ha un miglioramento considerevole della regolarità mestruale con diminuzione degli androgeni circolanti (testosterone ed estrogeni).

Sindrome Premestruale

Come nutrizionista specializzata in Endometriosi e disturbi femminili, incontro molte donne che soffrono di forti dolori premestruali e non sanno che anche l’alimentazione puo’ avere un ruolo importante nella patologia.

La sindrome premestruale comprende un corredo di sintomi sia fisici che psichici variabili da donna a donna: tra i più diffusi sul lato fisico troviamo tensione al seno, gonfiore addominale, ritenzione idrica, edemi periferici, emicrania, dolori articolari, acne; sul lato psichico abbiamo ansia, depressione, aggressività, confusione, isolamento sociale.

Dal punto di vista nutrizionale, nella fase premestruale si registra una diminuzione della vitamina B6, correlata ad una maggiore suscettibilità alla depressione, e del magnesio. Inoltre, nei giorni che precedono le mestruazioni si può assistere a un desiderio quasi compulsivo di carboidrati: questo perché gli alimenti ricchi di carboidrati spesso apportano anche triptofano, un precursore della serotonina.

La fame di carboidrati aiuterebbe quindi a compensare il calo di serotonina ai fini del buonumore.
Per innalzare il tono dell’umore può essere più utile aumentare il consumo degli alimenti contenenti vitamina B6 e magnesio proprio nei giorni che precedono il mestruo e ridurre alimenti come caffè ed alcool che invece peggiorano la sintomatologia.

È consigliabile seguire un’alimentazione che segua le 4 fasi del ciclo mestruale: estrogenica, ovulatoria, progestinica e mestruale in modo da accompagnare i cambiamenti ormonali con i giusti alimenti.

Menopausa

Come nutrizionista specializzata in Endometriosi e disturbi femminili, incontro donne che vivono la menopausa come un periodo difficile.
La menopausa è un periodo fisiologico della vita di ogni donna, che comporta importanti variazioni ormonali; la caduta dei livelli di estrogeni comporta infatti tutta una serie di disturbi a carico dell’organismo. Con la menopausa si assiste al declino della produzione ovarica di estrogeno e progesterone con accelerazione o comparsa di fenomeni dell’invecchiamento, riduzione della densità ossea ed aumento ponderale con re-distribuzione del grasso corporeo verso aree tipicamente “maschili” (tronco, addome, spalle, braccia).

I cicli possono divenire dolorosi e molto variabili nell’intensità e durata; a ciò si possono sommare i fastidi come sbalzi ormonali dati dal progressivo indebolimento dei cicli ovarici con conseguenti vampate di calore, sudorazione improvvisa e diffusa, palpitazioni, ansia, irritabilità, depressione, insonnia. Si possono associare anche disturbi del tratto urogenitale quali bruciori, prurito, secchezza vulvo-vaginale, vaginiti ricorrenti, dolore durante i rapporti sessuali, incontinenza urinaria.

Assistiamo anche modifiche a carico della pelle, con assottigliamento e riduzione della componente elastica che nel tempo si manifesta con secchezza della cute e comparsa di rughe, caduta di capelli, indebolimento delle unghie; infine possono insorgere ritenzione idrica, aumento di peso e riduzione del desiderio sessuale.

In questa fase particolare della vita di ogni donna anche l’alimentazione deve subire alcune modifiche. È consigliabile introdurre alimenti particolarmente ricchi in fitoestrogeni, ovvero composti, presenti in numerose piante, caratterizzati da un’azione simile a quella degli estrogeni (ormoni femminili). Tra questi ricordiamo quelli appartenenti alla famiglia degli ISOFLAVONOIDI (Es. legumi, soia) CUMESTANI ( Es. semi e germogli), LIGNANI ( Es. semi di lino, noci). Consiglio di non esagerare con la soia per vari motivi.
Suggerisco quindi di arricchire i pasti con spezie e erbe ed equilibrare il più possibile il metabolismo glucidico attraverso la scelta di alimenti a basso indice glicemico.

La fitoterapia inoltre può essere di ottimo supporto in questa fase sia per ridurre le vampate di calore sia in caso di insonnia e depressione. La salvia ad esempio sotto forma di tisana può essere utilizzata per alleviare la sudorazione eccessiva ed improvvisa.

Osteoporosi

Come nutrizionista specializzata in Endometriosi e disturbi femminili, incontro molte donne che soffrono di osteoporosi.

L’osteoporosi definisce una condizione per cui lo scheletro, a seguito di una significativa perdita di massa ossea, è più fragile e poroso e quindi più soggetto al rischio di fratture. L’osteoporosi è difficile da riconoscere in quanto è generalmente priva di sintomi. Viene infatti definita “ladro silenzioso” perché ruba massa ossea per anni senza farsi scoprire.

Si parla invece di “osteopenia” quando i livelli di densità, quindi di massa ossea, scendono al di sotto della norma, ma ancora non si verificano le condizioni dell’osteoporosi.

Le cause dell’osteoporosi possono essere varie, come:

Genetica: I fattori genetici influisco fino al 60% nella variazione del BMD1 (indice di massa ossea).

Mancanza di Esercizio / Povera Nutrizione: un’alimentazione corretta ed una giusta attivita’ fisica fin dall’adolescenza sono essenziali per acquisire una buona massa ossea.

Disordini Endocrini: sindrome metabolica, diabete, ipotiroidismo, ipertiroidismo, menopausa precoce possono avere ricadute sulla densità ossea.
Alimentazione scorretta e povero assorbimento: il nostro corpo dipende dai nutrienti della nostra dieta per poter costantemente riformare massa ossea. Un’alimentazione scorretta e malassorbimento da malattie intestinali ( Crohn’s or IBS) possono portare a perdita di massa ossea.

Fumare: aumenta il rischio di avere bassi indici BMD e di frattura ossea.

Acido/Alcalino: ciò che mangiamo ha un effetto significativo sulla salute delle nostre ossa. Alcuni cibi quando metabolizzati dal nostro organismo rilasciano dei residui che possono essere acidi od alcalini in base al tipo di alimento. Quando si parla di salute ossea è molto importante tenere presente l’equilibrio acido/base che il nostro corpo cerca sempre di mantenere. Se la nostra alimentazione tende a lasciare troppi residui acidi ( cibi acidi) allora il nostro organismo utilizzerà minerali come il Calcio per ripristinare il giusto PH, tutto ciò a discapito delle nostre ossa.

Calcio: alcuni cibi promuovono l’assorbimento del Calcio (Omega3 del pesce; Aceto di mele). Altri alimenti invece inibiscono l’assorbimento del Calcio o ne promuovono l’eliminazione (sale, caffeina, spinaci, crusca, rabarbaro, te).

È possibile migliorare la salute delle nostre ossa attraverso alcune modifiche del nostro stile di vita e seguendo un’alimentazione per lo più alcalina, ovvero che circa l’80% sia ricca di alimenti alcalini come frutta, verdura, noci, semi, riso, quinoa, grano saraceno, aceto di mele, limone etc.. e solo il 20% di acidi quali carni rosse, formaggi, pane e pasta, dolci, biscotti, cibi processati, vino, caffè, cioccolato, zucchero etc..

È consigliabile ridurre spinaci e rabarbaro perché contengono ossalati che inibiscono l’assorbimento del calcio e non esagerare con la crusca in quanto contiene i Fitati che riducono l’assorbimento di Calcio, Zinco, Magnesio. L’integrale è migliore.

Utilizzare l’aceto di mele come condimento aiuta ad aumentare l’assorbimento di calcio.

Sempre più ricerche dimostrano che un stile di vita attivo con regolare esercizio fisico aiuta ad aumentare la massa muscolare e la resistenza ossea.

In alcuni casi è consigliabile un’integrazione quotidiana, ma è da tener presente che le ossa non hanno solo bisogno di calcio, che oltretutto la maggior parte delle volte viene dato sotto forma di sostanze difficilmente assorbibili ed utilizzabili dal nostro organismo, ma anche di Vitamina D, Vitamina C, Boro e Zinco: la vitamina D è necessaria per l’assorbimento del Calcio, la Vitamina C è vitale per la formazione di collagene, che dona forza all’osso. Il Boro è un minerale fondamentale perché avvenga la conversione della vitamina D nella sua forma attiva, mentre lo Zinco aiuta l’assorbimento del Calcio.

Magnesio: dopo il Calcio, il Magnesio è il più abbondante minerale del nostro organismo ed una sua carenza è associata a perdita’ ossea.

Vitamina K: sebbene la Vitamina K non ha un effetto significativo sul BMD osseo, aiuta comunque a rinforzare l’osso e quindi a ridurre il rischio di frattura.

Candida

Come nutrizionista specializzata in Endometriosi e disturbi femminili, la candida purtroppo e’ disturbo molto fastidioso.

 

La Candida è un fungo della classe dei lieviti, naturalmente presente nelle membrane delle mucose umane, quali intestino, tratto urinario e vaginale. Il più comune tipo di Candida è la “Candida Albicans”, organismo dimorfico, che può presentarsi sia in forma di lievito (quindi appartiene alla flora batterica amica) sia in forma di fungo, che sviluppa sottili filamenti “ife”, capaci di penetrare sempre più nelle mucose arrivando a provocare dannosi effetti secondari.

Quando l’organismo si debilita ed il sistema immunitario s’indebolisce, la Candida coglie l’opportunità per estendere il suo territorio, passando dalla forma innocua a quella patogena. L’alimentazione errata, l’uso di farmaci, vaccini, stress, intossicazione da metalli, infezioni batteriche e/o virali conducono ad una situazione di indebolimento del sistema difensivo.

I funghi assorbono con le “ife” attraverso l’acqua dell’ambiente umido le sostanze nutritive e contemporaneamente iniettano e scaricano le proprie tossine ed enzimi nel nostro organismo. Le micotossine emesse dai funghi, possono venire trasportate dal sangue in tutto il corpo e quindi in tutti gli organi, causando disturbi dei più vari, come stanchezza cronica e depressione.

I funghi proliferano in ambienti acidi (pH 4) ricchi di zuccheri e amidi. Dopo una ingestione di carboidrati (dolci, pizza, pasta, pane, ecc.) i lieviti possono riprodursi in maniera esponenziale in poche ore.

Inoltre la candida produce etanolo e acetaldeide (attraverso la fermentazione del glucosio), prodotti responsabili della maggior parte di molti sintomi.

Se pensi di soffrire di candida puoi provare l’autotest della saliva e delle urine, ma tieni presente che solo attraverso il tampone effettuato dal tuo ginecologo puoi averne la diagnosi corretta. Di seguito i due auto-test che si possono fare:

Autotest della saliva – Candida Spit Test
Al mattino, al risveglio, prima di mettere in bocca qualsiasi cosa, stimolare la secrezione di un po’ di saliva e sputarla in un bicchiere di acqua pulita. Tenere sotto controllo il bicchiere per un periodo di tempo di massimo 30 minuti. Se da essa si sono formati dei filamenti che vanno verso il basso o se l’acqua è diventata torbida o ancora se la saliva è andata a fondo, avete probabilmente un problema che concerne la candida. Una saliva sana semplicemente galleggia in superficie.

NB l’affidabilità del test è inficiata dalla presenza di altri funghi o lieviti che potrebbero comunque dare un risultato positivo.

Autotest delle urine per rilevare la presenza di candida:
Un autotest casalingo abbastanza affidabile, almeno come primo indizio sul cammino dell’auto accertamento, è il seguente: riempire un bicchiere della propria urina e coprirlo con un coperchietto. Lasciare riposare per ventiquattro ore. Se dopo tale periodo di tempo ci sono delle briciole giallastre nell’urina sarà meglio fare dei test più approfonditi perché le possibilità che ci sia un’infestazione sono elevate.

L’alimentazione consigliata in questi casi è per un certo periodo, la riduzione totale di lieviti, alimenti fermentati e di zuccheri per lo più quelli di alimenti con elevato indice glicemico. Associare alla terapia nutrizionale una terapia fitoterapica e di ripristino della flora intestinale permette un più rapido raggiungimento di benessere, riducendo le recidive.

Fertilità

Come nutrizionista specializzata in Endometriosi e disturbi femminili, incontro molte donne con problemi di fertilità.

Ma non sono solo problematiche come l’endometriosi che diminuiscono le probabilità di concepimento.Al giorno d’oggi capita spesso di spostare il concepimento in età sempre più avanzata rispetto al passato. Purtroppo l’età femminile gioca un ruolo fondamentale sulla capacità riproduttiva, infatti la qualità degli ovociti si riduce particolarmente dopo i 35 anni, ecco perché concepire un bambino diventa sempre più difficile.

Non è solo l’età ad avere un ruolo importante sulla fertilità di una donna, le ricerche scientifiche infatti hanno scoperto che una buona percentuale d’infertilità è causata da condizioni di sottopeso o sovrappeso. Studi riportano che la presenza eccessiva di grasso addominale sembra correlata alla funzionalità riproduttiva della donna causando alterazioni endocrino-metaboliche, che sovente sfociano in uno stato di insulino-resistenza (ridotta sensibilità all’insulina), interferendo negativamente con la funzionalità ovarica. In questo contesto, emerge da diversi studi che già con una riduzione del peso del 5-10% si migliora la fertilità.

Anche nelle donne sottopeso sono spesso presenti problemi di fertilità, manifestando alterazioni del ciclo mestruale e riduzione del numero di ovulazioni. Il nostro corpo vede la perdita di peso o lo stato di eccessiva magrezza come una situazione di pericolo, non favorevole quindi ad una eventuale gravidanza, e “si difende” riducendo la possibilità di concepimento.

La qualità dell’ovocita che sarà fecondato è di fondamentale importanza infatti più l’uovo e lo spermatozoo sono forti e integri e meno saranno le probabilità che avvengano alterazioni cromosomiche che sono spesso il più grande ostacolo al concepimento. Secondo la letteratura più recente circa il 20% delle gravidanze termina in aborto.

L’alimentazione pro-fertilità deve essere varia, completa ed equilibrata, rispettando le corrette proporzioni tra diversi nutrienti nell’arco della giornata e della settimana.